Una esperienza corale

unoQuando il coro canta (bene), aiuta i fratelli a cogliere la bellezza della fede e dell’amore di Dio

Con queste parole il Cardinale Vicario Agostino Vallini, salutava i partecipanti al Convegno-Pellegrinaggio “CANTARE LA FEDE – Musica a servizio della Liturgia e dell’Evangelizzazione”

tenutosi a Roma a fine settembre, a 50 anni della Costituzione Conciliare “Sacrosantum Concilium” e nel 30° anniversario di fondazione del Coro della Diocesi di Roma, che per dare inizio ai lavori cantavano all’unisono il “Veni Creator Spiritus”.

Nel suo breve intervento Mons. Vallini ha continuato dicendo: “Il coro ha il compito di svolgere una funzione pedagogica per permettere a tutti di vivere un’esperienza di Dio e non di colmare dei “vuoti” durante una celebrazione liturgica. Si evangelizza non perché si canta, ma perché il canto è bellezza; fare e far fare esperienza di Dio, non è una piccola cosa…. Le prove in un coro sono una cosa fondamentale, da paragonarsi alla semina, che daranno frutto. Il canto è sostegno per educarci alla preghiera: curate la preparazione spirituale dei coristi! Queste erano parole dirette ai tanti direttori di coro (parrocchiali e diocesani) presenti singolarmente o con una rappresentanza dei cori da loro guidati, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

Monsignor Marco Frisina, fondatore del Coro della Diocesi di Roma, animatore ed anima del Convegno ha esordito dicendo: “Quando cantiamo dobbiamo esprimere con la musica ‘Qualcosa’ che è più grande…. e solo col canto possiamo esprimere i nostri sentimenti più forti.

Far parte di un coro è un servizio di gioia e di consolazione, un servizio di comunione e di lode,

un servizio volto all’umanizzazione dell’uomo.” E per farcelo provare sulla pelle, intonava “I cieli narrano” seguito dai coristi che “sparpagliati” nell’aula magna della Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino (Angelicum) a quattro voci (più corretto dire 1.400 voci…..,tanti eravamo in quell’aula con ottima acustica) a “narrare la Gloria di Dio, ed il firmamento annunciare l’opera sua”. Questa è stata la prima grande emozione: cantare in 1.400 “all’unisono”, cioè con un cuore solo ed un’anima sola. I lavori sono continuati per il pomeriggio e la mattinata successiva, con interventi ad alto livello teorico-pratico, sempre preceduti da un canto, con introduceva e dava respiro all’argomento che veniva poi svolto. Sarebbe lungo anche solo elencare i temi trattati, ma segnalo quelli che più mi sono rimasti impressi e ricchi di insegnamenti: – Ruolo del Coro e coinvolgimento dell’Assemblea: Don Fabio Massimillo; – Fondamenti teologici della Musica Liturgica: Padre Jordi Piquè; – La Musica e la bellezza: Mons. Giuseppe Mani, Arcivescovo emerito di Cagliari; La formazione degli animatori liturgici: Mons. Vincenzo de Gregorio, che parlando dei luoghi delle prove di canto ha suggerito di esporre un cartello con scritto: “Qui si canta per dar lode a Dio e per santificare noi stessi

coro diocesi di romaChe dire poi dei componenti del coro e dell’orchestra: circa 80 elementi che con professionalità aiutavano, sostenevano i vari canti proposti durante il convegno o nelle celebrazioni che ne sono seguite, ma da evidenziare la loro grande disponibilità durante tutto il convegno, a servizio di tutti i convenuti, per qualsiasi tipo di necessità.

A proposito di celebrazioni : al sabato pomeriggio la Messa Cantata solenne nella Basilica di S. Maria Maggiore (Chiesa quasi piena di soli coristi, questa volta divisi a file per le quattro voci)

e affidamento a “Maria Salus Populi Romani”; alla sera grande Concerto a S. Giovanni in Laterano, dove i 18 brani erano alternati tra Coro della Diocesi di Roma e Assemblea (navata centrale completamente occupata dai coristi) e dulcis in fundo, alla domenica , sul colonnato destro di Piazza S. Pietro, in divisa, a cantare in latino la “Missa de Angelis”, insieme al coro della Cappella Sistina, con la Piazza piena di anziani e nonni che celebravano la loro festa.

Per finire: hanno promesso che un simile evento sarà organizzato fra due anni. Potremo fare insieme da Cuneo, fare questa straordinaria esperienza? Me lo auguro di cuore!

Michelangelo Cometto e Francesco Taricco – Coro Parrocchia di Passatore
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